Puglia Bio… Uva

Puglia Bio… Uva

Storia

“Quando la volpe non arriva all’uva, dice che è acerba”
Sempre attuale questo estratto della favola di Esopo, citato quando non si hanno i mezzi necessari per raggiungere un obiettivo, lo si critica per sminuirne l’importanza, ma nel mentre si rosica.

Protagonista di antichi proverbi, ricette, tradizioni, l’uva ricopre un ruolo importante nella nostra terra fin dal paleolitico. Si narra che alcuni uomini raccolsero qualche grappolo d’uva selvatica apprezzando notevolmente il suo sapore aspro e zuccherino, così deposero diversi grappoli in qualche recipiente di pelle e dopo qualche giorno, sotto il peso dei grappoli sovrastanti, gli acini più bassi dettero origine ad un succo che fu una sorta di vino primordiale a basso tenore alcolico.

Nel tempo questa pratica certamente si è evoluta, ma il nostro “nettare degli dei” resta un simbolo di convivialità, volontà di condividere tempo, progetti, emozioni… un ringraziamento per un invito a cena, quel buon motivo che unisce persone attorno a un tavolo.

Personalmente sono convinta di quanto sia importante la tavola nelle famiglie, come simbolo di nutrimento, unione, rapporti, amore… È proprio per questo che ritengo fondamentale avvalersi di qualità in ognuna di queste aree della nostra vita. Dovremmo fermarci a pensare a ciò che è stato fatto alla nostra madre terra negli ultimi 50-60 anni. Abbiamo il dovere di preservare questo frutto come tanti altri ricchi di sostanze fondamentali per il nostro organismo. L’uso di concimi chimici, diserbanti e antiparassitari portano alla desertificazione del suolo, in quanto tali sostanze incidono su tutta la microflora e microfauna del suolo determinandone la morte.

Per consapevolizzare questa conoscenza dobbiamo sapere che ogni sostanza organica può tornare a nuova vita solo dopo essere stata interessata dai processi di umificazione (compostaggio) portati avanti proprio da quella microflora e microfauna presenti in un terreno vivo. Venendo meno questi attori, il ciclo della vita si interrompe.

La Natura ha programmato questo ciclo in maniera perfetta senza bisogno della mano dell’uomo; se facciamo mente locale a quello che avviene in un bosco, la sostanza organica caduta al suolo (foglie, rami, etc) subisce quel fenomeno denominato “compostaggio di superficie”, che altro non è che una complicata e non ancora ben conosciuta sequenza di trasformazioni biologiche portate avanti dalla microflora e microfauna che, partendo da una qualsiasi sostanza organica, sia essa di origine vegetale o animale, giunge alla formazione del prezioso humus, vero alimento per le piante.

Mi viene in mente Santa Rita con la sua vite rigogliosa ancora esistente che produce uva bianca e conta 200 anni. La tradizione dice che mentre Rita è novizia, la superiora le chiede di innaffiare per obbedienza una pianta secca, che si trova nel giardino. Rita lo fa umilmente giorno per giorno, attingendo l’acqua dal pozzo che tutt’oggi si trova accanto alla vite. Così la pianta riprende a vivere. Con questa sua cura rivela la sua essenza nella missione religiosa: tralcio che produce tanti frutti.

In passato sono esistite numerose varietà di uva sia da tavola che da vino, con le sole risorse della natura, senza teli in plastica e senza diserbanti.
Le varietà più antiche della Puglia meglio rappresentate con i nomi nel nostro dialetto, sono:

• Ménne a vacche • U rousce

• La primusse • U zamarìdde • L’andenìdde

La più conosciuta e apprezzata uva da tavola è l’uva Italia dal chicco grande, succoso e croccante.

Stagionalità

La utilizziamo nel periodo che va da luglio (anticamente detta l’uva di Sant’Anna) fino a dicembre.
L’11 novembre, ricorre San Martino e ogni mosto diventa vino.

Calorie e valori nutrizionali

Ricca di proprietà nutritive e benefiche, l’uva è uno dei frutti più energetici e zuccherini, vivamente consigliata per i bambini e per gli anziani data la rapida assimilazione degli zuccheri semplici (glucosio, fruttosio, destrosio e levulosio) in essa contenuti.

L’uva contiene circa 60 kcal ogni 100 grammi di alimento fresco sale a oltre 260 calorie per l’uva sultanina (detta anche uva passa o uvetta).
Composizione:
• Acqua 70-85%,

• zuccheri 15-20%,
• poche proteine,
• pochissimi grassi a elevato contenuto in acido linoleico (un acido grasso essenzialecapostipite della serie omega-sei),

• fibre
• calcio
• ferro

• magnesio
• fosforo
• rame
• potassio.
• Contiene anche minime quantità di sodio, carotenoidi, vitamine A, vitamine del

gruppo B (B1 e B6), vitamina C e Acido Folico.

BioConsigli

Possiamo definire l’uva una “mini farmacia”, infatti è:

• dissetante;
• purificante;
• nutriente;
• energetica e miniera di virtù terapeutiche.

Preserva la salute:
• dei reni: la quantità di acqua e di sali minerali permette di drenare i liquidi;
• dell’intestino: le fibre della buccia aiutano la peristalsi intestinale, per questo l’uva ha un blando potere lassativo;
• del fegato e cistifellea: l’uva regolarizza la produzione di bile e quindi aiuta il lavoro digestivo del fegato;

• cardiovascolare: il resveratolo contrasta la formazione di colesterolo LDL e fluidifica il sangue;

• della pelle: grazie alla presenza di vitamine e polifenoli stimola la produzione del collagene.

Ricca di fruttosio e glucosio, è da consumare moderatamente in caso di diabete.

Consumata con la buccia, masticata adeguatamente e con i semi, l’uva mantiene le caratteristiche nutrizionali e permette di depurare l’organismo e dare energia e forza.

Dall’uva si estrae un agente lievitante naturale, il cremor tartaro. I noccioli che spesso buttiamo via, vengono essiccati e trasformati in farina oppure utilizzati per realizzare l’olio di semi di vinaccioli utile sia per uso alimentare che topico. Presente in numerosi prodotti cosmetici per regalarci giovinezza.

Possiamo utilizzare anche le foglie della vite appena scottate in acqua per preparare degli ottimi involtini oppure per donarci un infuso che migliora la nostra circolazione.
I frutti della natura sono una risorsa per il nostro organismo in ogni sua parte, un motivo in più per sceglierli da agricoltura biologica.

Mirella Giannuzzi NutriBioCoach®

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Articolo pubblicato sul magazine Amazing Puglia.

2 Comments
  • Martina Karcakova
    Posted at 14:44h, 28 Ottobre Rispondi

    Bellissimo questo articolo! Grazie mille

    • Mirella Giannuzzi
      Posted at 20:15h, 28 Ottobre Rispondi

      Grazie a te Martina per il feedback! È importante per noi condividere contenuti di valore ed utilità per il nostro pubblico!

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