Dalla A … alla Zucca “Melograno”

Dalla A … alla Zucca “Melograno”

Storia

Conosciuto come melograno l’albero e melagrana il frutto, oggi gli accademici della crusca ci autorizzano a utilizzare il termine “melagrano” (divenuto nel gergo comune melograno) per identificare il frutto.
Si narra fosse il frutto della fertilità, dell’amore, dell’allegria e dell’abbondanza. Le donne della Turchia usavano lanciarlo a terra perché, contando i chicchi fuoriusciti, avrebbero saputo quanti figli sarebbero arrivati. Per i greci era la pianta sacra di Venere. Le spose usavano acconciarsi i capelli con i suoi rami come simbolo di fecondità. Regalare i pomi con il picciolo a forma di corona, era considerato un dono prezioso, di buon auspicio; noto nel corso dei secoli anche come afrodisiaco per i numerosi chicchi rossi contenuti al suo interno.
La sua buccia veniva utilizzata per ricavarne un colore naturale.

Stagionalità

Frutto autunnale che troviamo nel periodo che va da Settembre a Novembre.

Calorie e valori nutrizionali

Le calorie del melograno sono 70 per ogni 100 grammi.

100 g di questo prodotto contengono:

  • Grassi 1,2 g
  • Colesterolo 0 mg
  • Sodio 3 mg
  • Potassio 236 mg
  • Carboidrati 19 g
  • Fibra alimentare 4 g
  • Zucchero 14 g
  • Proteina 1,7 g
  • Vitamina C 10,2 mg
  • Calcio 10 mg
  • Ferro 0,3 mg
  • Vitamina B6 0,1 mg
  • Magnesio 12 mg

Noto per le sue qualità antiossidanti, è ricco anche di vitamina C e fenoli. Svolge un’utile azione di  contrasto dei radicali liberi. Ricco di vitamina K, utile soprattutto nei bambini, presenta anche vitamine del gruppo A, B ed E.

In sintesi il melograno ha proprietà:

  • antiossidante
  • antitumorale
  • anticoagulante
  • antidiarroico
  • astringente
  • gastroprotettivo
  • idratante
  • antimicrobico
  • antimicotico
  • antibatterico
  • vermifugo
  • vasoprotettore

Gli arilli di melograno contengono acido ellagico, molecola proautofagica che aiuta l’ecologia cellulare, ossia la pulizia cellulare che in passato riuscivamo a fare più spesso grazie a sostanze contenute in alcune radici, verdure o frutti come il melograno.

Utile in casi di menopausa e andropausa.

Utilizzi

È preferibile mangiarlo fresco in chicchi, separandoli dalla pellicina giallina che conferisce un gusto più amarognolo; a seconda del grado di maturazione può risultare più o meno aspro. Ottimo anche il succo ottenuto dalla premitura dei chicchi utilizzando il nostro classico passatutto o lo schiaccia patate. Ricordiamoci però che in questo modo si eliminano le fibre.

Conservazione

I melograni si conservano per oltre un mese dal momento del raccolto, occorre tenerli in un luogo non troppo umido, preferibilmente al buio e al fresco. La temperatura ideale per conservare questi frutti è di 5-6 gradi.

BioConsiglio

Il frutto del melograno va raccolto dall’albero utilizzando un coltellino o semplicemente ruotandolo su se stesso per evitare di danneggiare la pianta. Quando si spacca a causa della mancanza di acqua, va raccolto prima che possa marcire sui rami o essere mangiato da uccelli e insetti.

I chicchi del melograno son utilizzati per guarnire e decorare piatti dolci e salati. Sperimentateli nelle vostre insalate, per realizzare in casa delle caramelle, primi piatti, torte di frutta, dolci al cucchiaio o salsine delicate.

Crostata con crema e melograno

Per la pasta frolla:

300 gr di farina 2

40 gr di olio

100 gr di malto di riso

50 gr di succo di mela

1 cucchiaino di cremortartaro

Procedimento

Unire prima i solidi e poi i liquidi fino a ottenere un impasto morbido che andremo a riporre in frigo per mezz’ora. Aiutiamoci con due fogli di carta da forno e il mattarello per stendere l’impasto della frolla fino a formare un disco che andremo a inserire nella nostra tortiera e poi subito in forno preriscaldato a 180° per circa 20 minuti.

Farcire con la nostra crema preferita e cospargere il tutto con chicchi di melograno.

Mirella Giannuzzi NutriBioCoach®

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